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Come il Globalcoin di Facebook conquisterà i pagamenti online

[fa icon="calendar"] 07/06/19 7.50 / Pubblicato da Saverio Russo

Saverio Russo

facebook_blockchainL’espansione di Facebook nel mondo crypto è stata molto discussa nei mesi precedenti, nonostante il ban o quasi che il social network aveva posto alle aziende operanti nel settore blockchain. Le conferme sono arrivate quando Facebook ha annunciato di avere un dipartimento blockchain interno, ma la vera notizia è stata recentemente riportata dal Wall Street Journal, che vede Facebook alla ricerca di 1 miliardo di USD di investimenti da Visa e Mastercard, per il lancio e lo sviluppo di una stablecoin e un sistema online di pagamenti. Perché l’arrivo di Facebook nel mondo crypto è una rivoluzione e come cambierà il sistema dei pagamenti online? Continua a leggere per scoprirlo.

Un po’ di storia: Facebook e il suo amore/odio per le crypto

Tutti noi sappiamo che Facebook ha sempre avuto un rapporto un po’ difficile con il mondo crypto, attivando un ban più o meno totale su post e ads, ma pochi sanno che in realtà Facebook ha sempre lavorato con un team interno alla blockchain.

I primi segnali che Facebook avesse un interesse nel mondo crypto risalgono a circa un anno fa. Nel Maggio 2018 uscì un articolo su Cheddar che rivelò l’interesse del gigante dei social per il mondo crypto, al quale Facebook rispose confermando un team interno blockchain, che stava esplorando la tecnologia, guidato da David Marcus, ex presidente paypal ed ex membro del consiglio di amministrazione di Coinbase.

Al termine del 2018 uscirono nuove conferme del lavoro di Facebook con la blockchain, con un articolo di Bloomberg che preannunciava la creazione di una criptovaluta per gli utenti di Whatsapp, app di messaggistica che Facebook aveva acquistato nel 2014. Questo token avrebbe permesso di effettuare trasferimenti di denaro all’interno dell’app e si sarebbe concentrato sul mercato indiano, dove Whatsapp contava più di 200 milioni di utenti e un mercato delle rimesse dei connazionali all’estero di circa 69 miliardi di USD, pari al 2.8% del PIL indiano. Inoltre, già allora le fonti di Bloomberg parlavano di una stablecoin e dello studio che Facebook stava facendo per capire su quale asset sottostante legare il token.

Una nuova rivelazione avvenne nel febbraio del 2019, quando il New York Times uscì con un articolo, confermando il lavoro di Facebook e scrivendo che il gigante dei social media sperava di riuscire dove Bitcoin aveva fallito. Secondo il rapporto, Facebook aveva in mente di ricostruire la propria infrastruttura messaggistica, unificando Whatsapp, Messenger e Instagram, fornendo quindi un sistema di pagamento online unico ai 2.7 miliardi di persone che utilizzano le tre app ogni mese. In aggiunta, Facebook stava valutando di non legare il suo stablecoin al solo dollaro, ma di utilizzare le maggiori valute tradizionali detenute nei propri conti bancari.

L’annuncio di Wall Street Journal e gli sviluppi futuri: può il Facebook coin essere l’applicazione di massa che il mondo crypto stava aspettando?

Il recente annuncio di Wall Street Journal ha finalmente confermato le intenzioni di Facebook per entrare nel mondo crypto, attraverso un progetto denominato “Libra”.

Il progetto “Libra” è un sistema di pagamenti interno, basato su una stablecoin proprietaria di Facebook, che sembra avrà il nome di “Globalcoin”, e il gigante dei social sarebbe già in contatto con colossi finanziari e di e-commerce, sia per offrire la propria piattaforma, sia per cercare investimenti.

L’obiettivo è quello di offrire un sistema di pagamento unico, tramite l’account Facebook dell’utente, un po’ come oggi è possibile utilizzarlo per fare il login automatico a diversi servizi. In aggiunta il Facebook coin potrebbe essere usato come forma di remunerazione per gli utenti per la visualizzazione di annunci e l’interazione con particolari contenuti e ben si integra con l’attenzione particolare che Facebook sta dimostrando verso la privacy dei propri utenti anche a seguito dei vari scandali che l’hanno vista coinvolta.

coin_facebbok_libra

L’interesse per i pagamenti online di Facebook non è sicuramente una novità, da un lato il potenziamento di alcuni servizi offerti, come ad esempio la possibilità di acquistare prodotti direttamente dai post instagram, lanciata recentemente, dall’altro la spinta data da altri colossi come Apple e Amazon, sempre più inclini a invadere il mondo finanziario, senza dimenticare colossi come WeChat che già offrono servizi di pagamento.

Proprio per questo è stato scelto il modello di stablecoin, che garantisce una stabilità maggiore e una volatilità più bassa rispetto ad altri altcoin come Bitcoin. Questo tuttavia porta Facebook ad avere una enorme necessità di valute fiat per rafforzare il suo stablecoin e non è forse un caso che il colosso dei social abbia contattato Visa, Mastercard, assieme al processore dei pagamenti First Data Corp. per raccogliere investimenti di circa 1 miliardo di USD.

E’ interessante notare come questa richiesta di raccolta assomigli in qualche modo al caso Blockbuster-Netflix: pochi forse sanno che Netflix chiese a Blockbuster di partecipare alla società ma che vennero rifiutati in malo modo.

Allo stesso modo la richiesta di Facebook, data l’innovazione introdotta dalla blockchain, la scarsa fiducia ancora serpeggiante verso gli istituti di credito a seguito della crisi del 2008 e l’enorme potere e diffusione che le aziende tech hanno nella nostra vita, potrebbe diventare un disruptive competitor nel settore finanziario. Senza dimenticare altri player, quali Revolut che contava 4 milioni di utenti a Febbraio 2019, e Apple con la sua nuova Apple Card. C’è sicuramente un’aria innovativa nel settore finanziario, soprattutto nei paesi in via di sviluppo, dove forme tradizionali di pagamento non esistono o sono scarse, mentre le piattaforme dei social costituiscono la base del commercio online.

Un aspetto interessante è costituito dalla diffusione di Facebook vs. il mondo crypto. Si stima che ⅓ della popolazione mondiale sia un utente Facebook, mentre i portafogli attuali esistenti di bitcoin siano solo 1.3% di quella base utenti.

Il progetto Libra potrebbe portare all’adozione di massa della tecnologia blockchain, almeno per quel che riguarda il suo utilizzo finanziario, esattamente come avvenne per l’adozione in massa di Internet Explorer, venduto in bundle da Microsoft che sfruttò la sua posizione dominante nel mercato dei sistemi operativi.

L’idea che il lancio di una criptovaluta sia lanciata da un big tech player spaventa un po’ i fan crypto di vecchia data, considerando le caratteristiche di decentralizzazione che la blockchain dovrebbe avere, tuttavia la spinta che Facebook può portare allo sviluppo di questa tecnologia è enorme e la sua grandissima base utenti porterà molto probabilmente ad una adozione di massa della tecnologia, modificando per sempre il mondo finanziario al quale siamo abituati.

Che sia l’inizio di una nuova era per l’umanità?

 

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Argomenti: #blockchain

Saverio Russo

Saverio Russo

Esperto di Marketing e Sales. È appassionato di tecnologia sin dalla tenera età di 6 anni, quando si divertiva a programmare su un vecchio PC con Windows 3.1. Master of Science in Economia e Gestione dell’Innovazione conseguito all’Università Commerciale Luigi Bocconi di Milano ed esperienza al Politecnico Federale di Zurigo; collabora da sempre in progetti Digital e IT. Ha lavorato per importanti realtà quali Google, HP, Credit Suisse e Adobe, e per startup di successo come Avrios e Optotune. Seguendo il suo interesse tecnologico, si è appassionato fin da subito alla tecnologia blockchain e ha avuto la fortuna di collaborare come advisor in diversi progetti di successo e partecipare come speaker e lecturer in alcuni eventi blockchain. Oggi è parte del team di YourTarget e aiuta aziende blockchain a costruire una strategia di marketing solida e vincente. Il suo motto è: “L’innovazione distingue fra un leader e un follower”.

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