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Social Brand Positioning? Hai tutte le ragioni per farlo

[fa icon="calendar"] 10/01/19 7.50 / Pubblicato da Benedetta Cerchiara

Benedetta Cerchiara

brand_positioning_COVERLo sappiamo tutti: posizionare il tuo brand sui social media è un lavoro non da poco. Occorre tempo, strategia e sapere. Una delle maggiori difficoltà incontrate dagli imprenditori oggi è proprio quella di creare un posizionamento del brand sui social media per aiutare l’immagine della loro azienda. Essere presenti online, però, significa anche essere esposti a critiche, positive, ma soprattutto negative. Dunque: conviene esporsi a questo rischio? Sì! Con questo articolo ti spiego perché.

I social network sono stati creati inizialmente per dare alle persone la possibilità di potersi “connettere” con altre, per generare interazioni. Oggi invece, i social network permettono a tutti di potersi esprimere creando e diffondendo contenuti di qualsiasi genere. Ed è per questo che occorre essere presenti al momento giusto, nel posto giusto.

E allora qual è il segreto del successo?

1. Generare valore

“Il sogno dei tuoi clienti è una vita migliore e più felice.

Non vendere prodotti, arricchisci le loro vite.”

Steve Jobs

Quando creiamo la nostra brand identity dobbiamo avere ben chiari i nostri punti di forza dei nostri prodotti o dei nostri servizi, per far sì che questi possano cambiare o migliorare la vita delle persone. Gli utenti vogliono sapere perché dovrebbero scegliere proprio te! E sta a te dimostrare il valore del tuo brand.

Come comunicare il tuo valore?

Trasmettere il valore di un’azienda significa riuscire a profilare la propria clientela, potenziale o attuale, per cogliere le loro esigenze e proponendo loro soluzioni.

Ed è proprio attraverso un uso corretto dei social network, che ogni azienda può intuire cosa piace alla sua target audience.

Ma come riesco a scoprire le esigenze e le necessità dei miei utenti?

Analizzando i dati che i social network ti offrono in maniera totalmente gratuita, come ad esempio:

  • Facebook Analytics;
  • Facebook Audience Insight;
  • Insight di Instagram;
  • Trend Topic di Twitter.

Strumenti utilissimi per delineare la mia buyer personas e per creare contenuti di qualità da regalare loro.

Social brand positioning: gli esempi di Bauli e Coca Cola

Coca Cola

Pensiamo al brand Coca Cola, un marchio ormai indelebile in tutto il mondo.

La comunicazione del brand è stata sempre coerente con i valori e le promesse di partenza: “ispirare momenti di ottimismo e felicità” ad un target giovane.

cocacola

Valori che ritroviamo anche negli spot pubblicitari come “Taste the feelings” o “Share a Coke”, che consolidano gli elementi distintivi del marchio come la condivisione di momenti unici.

Bauli

Oppure un brand come Bauli che da sempre è portatore di valori come la dolcezza e la spensieratezza.

Dai canali social si evince che il suo target sono le mamme che prediligono post con focus sulla famiglia e sui ricordi dell’infanzia. Da qui l’utilizzo di immagini di vita quotidiana miste a foto prodotti in ambientazioni “familiari”.

 bauli_1

2. Scegliere il canale giusto

Alcuni imprenditori pensano che essere presenti su tutte le piattaforme social sia la soluzione ma posso dirvelo? Vi state sbagliando di grosso! In questo caso vale la regola: “pochi ma buoni”.

Ricordate quando parlavo di profilare la vostra clientela? Ecco, rispondete alla domanda: dove risiede la mia buyer personas? Su Instagram, su Facebook e su Pinterest?

Se sì, sono quelli i canali da presidiare e attraverso cui comunicare il valore del vostro brand.

Ma come sceglierli?

Guida rapida ai social network

Facebook ad esempio raccoglie la maggior parte di categorie di utenti presenti nel web. Sfido chiunque a trovare una persona che non sia iscritta a questo social network.

Su Facebook possono essere diversi i contenuti da veicolare: post di intrattenimento, notizie di settore, video aziendali o addirittura post che hanno l’obiettivo diretto della vendita di un prodotto o di un servizio.

Instagram a differenza di Facebook è il social delle immagini, popolato per lo più da utenti giovani perché è un social più immediato e diretto. Su questo social si prediligono immagini ad alto impatto visivo ed emozionale per catturare l’attenzione degli utenti.

social we are social

Infine Pinterest, un social di nicchia che a mio avviso in Italia non viene ancora sfruttato sapientemente. Potremmo definirlo un catalogo di idee da sfogliare in base alle proprie esigenze. Frequentato soprattutto da donne per trovare idee da cui trarre ispirazione.

Dopo aver analizzato le caratteristiche di ogni social network da presidiare, potremmo ad esempio documentarci sull’annuale indagine condotta da We Are Social https://wearesocial.com/it/blog/2018/01/global-digital-report-2018 in collaborazione con Hootsuite, che fornisce sempre molti spunti nella scelta dei canali per la nostra strategia.

Ad esempio, nel 2018 la piattaforma Instagram è popolata dal 51% da donne, mentre Facebook dal 52% di uomini.

facebook we are social

3. Trovare la tua nicchia

L’obiettivo di ogni azienda è diventare leader del settore di riferimento, ma non sempre è possibile. Se il tuo mercato di riferimento è fin troppo saturo, la soluzione è ritagliarsi una nicchia  di mercato. Differenziati dai tuoi competitor e prova a mostrare il tuo brand da un punto di vista diverso, intercettando le esigenze del tuo target garantendo ad esempio, un vantaggio che gli altri non sono in grado di offrire.

Ad esempio una nicchia che negli ultimi anni è diventata ormai tendenza, è quella degli uomini con le barbe lunghe.

Molti brand che operano nel settore beauty, hanno deciso di creare nuove linee di prodotto per accogliere il nuovo trend in arrivo.

Il marchio Renee Blanche ad esempio, conosciuto per le linee di prodotti beauty, da qualche anno ha deciso di specializzarsi nei prodotti da barba, trovando così la sua nicchia di mercato.

4. Creare contenuti di valore

Come non annoiare gli utenti? Dando loro contenuti di valore.

Ma come si creano questi contenuti di valore? La risposta è equilibrio: ovvero un mix tra contenuti riguardanti prodotti e servizi offerti e momenti di intrattenimento puro, senza riferimenti espliciti al brand in questione.

airbnb

Non dimentichiamoci mai che tutti noi siamo presenti sui social network per intrattenerci, informarci e trovare ispirazione.

A proposito di ispirazione, a mio avviso, il brand Airbnb attraverso il digital storytelling riesce, in maniera eccellente, a raccontare l’azienda e i suoi valori con storie di viaggio.

Attraverso i suoi post prendono vita storie di viaggiatori di tutto il mondo che hanno usufruito del servizio.

Conclusioni

E tu? Sei certo di aver fatto un buon lavoro di brand positioning sui social media?

Se la tua azienda ancora non è pronta a posizionarsi sui social media, niente paura!

Dedica del tempo alla definizione di una strategia e alla definizione della tua buyer personas.

Solo dopo aver chiarito i tuoi punti di forza riuscirai a posizionarti in modo coerente e in linea con gli obiettivi aziendali.

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Benedetta Cerchiara

Benedetta Cerchiara

Calabrese di nascita, vivo a Milano dove collaboro con diverse agenzie di digital marketing meneghine. In uno dei miei viaggi su e giù per l'Italia, ho capito che le cose interessanti della vita nascono sempre da una buona conversazione: il social media marketing è stato solo una logica conseguenza. Amo studiare, viaggiare, analizzare e soprattutto risolvere i problemi di tutti i miei clienti per i quali mi occupo di Social Media e Advertising Management.

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