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Restyling e ristrutturazione dei contenuti per aumentare il traffico

[fa icon="calendar"] 29/03/17 13.55 / Publlicato da: YourTarget Team

YourTarget Team

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Effettuare il restyling del sito web solo per migliorarne l’impatto grafico? In fondo è qualcosa che si può rimandare, non è così importante. O no?

Non proprio. Ripensare l’intero design del sito (già se risale ad un paio di anni fa) è indispensabile per favorire usabilità ed estetica. Ma c’è molto di più. Il restyling va ad interessare anche contenuti e immagini e incide in maniera notevole su posizionamento e aumento del traffico.

Non rivedere la struttura di un sito web significa rimanere indietro rispetto agli aggiornamenti dei motori di ricerca e quindi essere penalizzati nei risultati delle query dei potenziali clienti.

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Ecco perché è importante procedere ad un restyling del tuo sito aziendale:

  • per aumentare visibilità e fidelizzazione
  • avere quindi più accessi e più lead da convertire in clienti effettivi
  • per mantenere adeguati gli standard di sicurezza informatica
  • per raggiungere in maniera più mirata il tuo target
  • per conformarsi ai nuovi standard tecnologici
  • per mantenersi in linea con le specifiche SEO in continua evoluzione

Il restyling completo del sito web riguarda una vera e propria ristrutturazione profonda di ogni parte del sito. Un lavoro diverso dall’aggiornamento dei contenuti che deve essere svolto con periodicità per favorire il posizionamento sui motori di ricerca.

Una rigenerazione periodica dei contenuti infatti fa in modo che Google passi più spesso “a visitare” il sito in questione, a tutto vantaggio di un buon posizionamento nella pagina dei risultati di ricerca.

Quando non è necessario un restyling del sito?

Se non hai intenzione di curare i testi delle pagine, aprire un blog, pubblicare articoli o creare contenuti speciali come  e-book, guide, video da proporre sul tuo sito per aumentare il traffico e attirare nuovi clienti, allora puoi realizzare un sito one-page che rappresenti una landing da far visualizzare alle persone (e dove indirizzarle in caso di annunci sponsorizzati ad esempio).

Quali fattori indicano che il restyling è ormai indispensabile?

Se invece hai intuito il potenziale di un sito ben strutturato e vuoi lavorare in ottica di inbound marketing per attirare nuovi potenziali clienti verso il tuo business online, allora il restyling è la scelta vincente se il sito:

  1. Non è responsive

Le statistiche ormai parlano chiaro: una ricerca dell’agenzia We Are Social per il 2016 mette in evidenza che:

  • Gli utenti mobile sono 3,79 miliardi, cioè il 51% della popolazione globale
  • Gli utenti che accedono ai social tramite mobile sono 1,97 miliardi, cioè il 27% della popolazione globale

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Nel corso del 2016 inoltre: 

  • Gli utenti mobile sono aumentati del 4%, pari a 141 milioni in più
  • Gli utenti che accedono ai social tramite mobile sono aumentati del 17%, pari a 283 milioni in più.

Questo significa che è fondamentale avere un sito responsive in grado di poter essere utilizzato su tutti gli schermi, non solo su quelli dei pc.

  1. Contiene contenuti in Flash

Un software ormai obsoleto, da eliminare senza esitazione alcuna nel caso in cui sia ancora presente, per procedere alla trasformazione del sito da statico a dinamico.

  1. È lento

In genere, se le pagine di un sito si caricano lentamente, significa che c’è qualcosa che non va.

Questo a discapito non solo della user experience –quindi dell’esperienza di navigazione dell’utente sul sito-  ma anche della visibilità perché comporta una penalizzazione da parte di Google.

  1. Non rispecchia più il brand

È chiaro che l’azienda si rinnova nel tempo, segue il cambiamento e lo gestisce in modo efficace, migliora grazie alle nuove tecnologie. Il sito deve rispecchiarne pienamente l’immagine e pertanto va rinnovato, se percepito come inadeguato e poco fedele al brand.

  1. Ha una intro animata!

Siti davvero vecchio stampo, ormai strappano un sorriso a chi ancora ci capita per caso, navigando sul web. Si tratta dei siti con la pagina di benvenuto iniziale (a volte anche animata o con jingle musicali) che invita a proseguire la navigazione con il pulsante “entra”.

  1. Non porta clienti

In questo caso non è efficace perché non assolve agli obiettivi prefissati: vendere online! L’intera struttura va allora rivista e riorganizzata.

 

Come fare il restyling del sito web? Focus sui contenuti

Un restyling completo ed efficace deve interessare ogni aspetto del tuo sito web: grafica, codice, seo, contenuti, corporate branding e via di seguito.

Ad esempio: il redesign più comune è quello che serve a rendere il sito responsive o mobile-friendly. Ci sono invece punti fermi, che dovrebbero comunque rimanere inalterati nel corso di una ristrutturazione del sito, come ad esempio il logo e i colori istituzionali del brand.

È bene prestare molta attenzione alla navigabilità del sito e alla user experience, che deve risultare ottimizzata. La ristrutturazione riguarda anche elementi più “tecnici” come la velocità, il rispetto di leggi e norme, il codice…

La nostra analisi in questo articolo vuole focalizzarsi però sui contenuti, perché sono fondamentali - in ottica di inbound marketing - per aumentare il traffico.

Da dove cominciare per eseguire il restyling dei contenuti di un sito web?

Nel corso di una consulenza con esperti di settore, il primo step dell’analisi riguarderà la definizione di un elenco di obiettivi da perseguire. In base alle esigenze aziendali e ai risultati attesi, si potrà cominciare la revisione e l’aggiornamento dei contenuti nonché l’elaborazione di un piano editoriale dettagliato, in base al quale procedere.

Per effettuare un restyling in grado di attualizzare il sito, aumentarne la competitività e la performance è necessaria un’accurata analisi dei competitor. In questo modo, si colgono limiti e difetti e si apprezzano i pregi e gli elementi innovativi.

Si scende un po’ più nei dettagli tecnici. Un’approfondita analisi del sito permetterà di rivedere l’intera architettura informativa, per individuare i contenuti più validi e quelli che invece richiedono un intervento più marcato.

A tal fine, è necessario analizzare le statistiche relative agli accessi del sito web, prendendo in considerazione questi dati:

  • Pagine che convertono: quali sono le pagine che riescono a portare più contatti all’azienda? Con quali pagine l’azienda riesce a vendere più prodotti o servizi?
  • Visite: quali sono le pagine che hanno il maggior numero di visite?
  • Frequenza di rimbalzo: se ci sono pagine che hanno una frequenza di rimbalzo molto alta, vale la pena chiedersi se sono davvero indispensabili per il business o possono essere sostituite. Di solito infatti l’alta frequenza di rimbalzo è causata da una discordanza tra le query degli utenti e il contenuto della pagina.
  • Redirect 301. Utilizzando questo redirect si comunica a Google che un contenuto è stato spostato in maniera permanente a un’altra URL.

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Si tratta di un’operazione molto delicata! Dal punto di vista dei contenuti, infatti se per caso rimangono due pagine uguali ma con URL diversa, Google le segnala come duplicazioni, creando problemi di posizionamento.

I redirect 301 sono fondamentali anche per non perdere visite dai referral. 

Se nel redirect qualcosa non funziona, ecco che sorgono anche le temute pagine 404, quelle not found (terribili per la seo e per l’esperienza del visitatore!).

L’analisi del sito farà anche emergere i contenuti da aggiornare e rendere più attuali (se non proprio da eliminare).

Modificare i contenuti rappresenta inoltre un’ottima occasione per rivedere l’intera ottimizzazione del sito. È per questo che si rende fondamentale anche un’analisi delle keywords per le quali l’azienda decide di posizionarsi sul mercato nonché l’elaborazione di nuovi contenuti in ottica inbound, per attirare nuovi potenziali clienti.

Il suggerimento è quello di affiancare sempre al sito una parte “dinamica”, da aggiornare periodicamente e con costanza, come ad esempio un blog oppure una sezione news.

E infine seguire la regola aurea del copywriting che è quella di non copiare. Fare copia & incolla da siti terzi per riproporli sul proprio, è assolutamente vietato, oltre che controproducente perché pesantemente punito da Google ai fini del posizionamento e della credibilità.

Per concludere, dobbiamo ricordare che ovviamente il restyling dei contenuti riguarda anche le immagini, gli archivi fotografici, le infografiche nonché l’eventuale inserimento di video o contenuti audio.

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Argomenti: Blog, ContentMarketing, InboundMarketing

YourTarget Team

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