<img height="1" width="1" src="https://www.facebook.com/tr?id=665305573852180&amp;ev=PageView &amp;noscript=1">

Link building per e-commerce? Ecco la guida completa

[fa icon="calendar"] 11/05/20 8.00 / Pubblicato da: Giovanni Giaccio

Giovanni Giaccio

YT_11_05_COVER

 

Nel digital marketing si fa gran parlare di link-building. I numeri, per così dire, crescono esponenzialmente perciò quando questo argomento viene affrontato per gli e-commerce. Gli shop online infatti hanno realmente tanto bisogno di un’architettura di link, ma è bene fare una distinzione. È fondamentale capire quando, come, perché e dove inserirli. Questa guida nasce proprio per aiutarti ad avere un’idea più chiara sull’argomento. Sì, è una delle letture che non puoi perderti, se hai un ecommerce o stai per aprirne uno!

Gli e-commerce sono un mondo affascinante. Ammettiamolo: saranno pure complessi, ma di fatto sono il modo di vendere del ventunesimo secolo. Uniscono le tipiche logiche del commercio all’universo digital che si è costruito nel tempo tutta una serie di prassi, di norme e perfino un’etichetta, un galateo.

So che può sembrarti un discorso strano, quello che ho appena fatto, ma: sai quante volte mi capita da utente di inciampare in siti che hanno una link-building totalmente casuale? È frustrante dover impiegare minuti alla ricerca di sezioni interne, pagine, landing-page che invece potrebbero essere facilmente reperibili con un link, ancorato proprio lì dove deve stare.

Sì: quei siti per me sono rumorosamente maleducati. E sono pagine web come quelle poi ad avere elevati tassi di rimbalzo, poche conversioni o, nel caso degli e-commerce, poche vendite. 

La link-building è sacra. Non può essere lasciata al caso o non può essere improvvisata. Va dosata adeguatamente. Oggi perciò ti spiegherò come, dandoti qualche semplice regola da seguire.

Prima regola: pensa ai tuoi utenti e poi al brand!

Te lo scrivevo qui sopra. Quando arriva il momento di inserire ai link devi essere educato e premuroso. Pensaci: cos’è esattamente un link? Un link non è altro che un collegamento tra due pagine, un ponte che permette all’utente di raggiungere una destinazione che potrebbe voler o dover raggiungere.

Fatta questa doverosa premessa, va da sé che se crei un contenuto il tuo primo dovere è quello di linkarlo a qualcosa che sia:

  • Utile all’utente;
  • Coerente con il contenuto di partenza.

Parlando di e-commerce perciò dovrai fare uno sforzo e renderti conto che non tutte le pagine sono pensate per far sì che l’utente poi acquisti qualcosa. È come se, mentre facessimo due chiacchiere sul mondo del marketing, io ti dicessi di tanto in tanto e a caso: “Dai, chiedimi una consulenza” oppure “Affidami il progetto”. Oltre a sembrare leggermente fuori luogo sarei sgradevole e tu finiresti per chiudere, forse anche bruscamente, la conversazione.

Quindi no! Non tutti i link devono mirare alla vendita. Ma allora come inserirli in modo che siano utili all’utente?

Link interni: dove, quando, come e perché

Al contrario di quanto piacerebbe a tutti, non esiste una vera e propria grammatica dei link. Ci sono però delle buone prassi che sarebbe bene seguire proprio per agevolare la navigazione.

Per esempio assicurati di ancorare il link a una parola che sia esplicita e che permetta di capire all’utente cosa potrebbe trovare cliccando su quel link. Cerca di far sì che un testo, se penso ad un blogpost incentrato su un prodotto, abbia diversi link in uscita e diversi in entrata, ma bada bene: quelli in uscita non devono essere destinati solo e unicamente alla pagina di vendita. Devi lasciare una scelta al tuo utente che potrebbe non essere interessato nell’acquisto!

link

A tal proposito devi tenere a mente una cosa, quella più importante quando si parla di content marketing per e-commerce: devi creare contenuti di valore che siano utili per i tuoi lettori. Scrivere un articolo che spinge con forza alla vendita non aumenterà le tue chance di conversione e non migliorerà il posizionamento di quel contenuto sulla SERP di Google.

Cerca perciò di linkare ad altri contenuti informativi (affinché tu possa guidare realmente nella scelta il tuo potenziale cliente) e, sì, se non è una forzatura, a una pagina di prodotto, destinata proprio a portare gli interessati all’acquisto.

Sul dove, se ne dicono moltissime, ma in realtà Google non è mai stato esplicito sulla link-building. Cerca perciò di inserirli nel testo esattamente dove servono. Che succede se ti rendi conto che un concetto meriterebbe maggiori spiegazioni, ma tu non puoi creare quel contenuto? Ecco: in questo caso puoi linkare anche a siti di terze persone.

Qualche dritta a tal proposito:

  1. Scegli bene la pagina di atterraggio: non è facendo perdere tempo al tuo utente che guadagnerai punti simpatia;
  2. La fonte deve essere autorevole;
  3. Non dovrei dirtelo poiché mi sembra ovvio, ma evita i siti dei competitor.

Ricorda: la link-building interna non è solo una ragnatela che ti permette di tenere tutto in collegamento. Diventa una vera e propria infrastruttura, tant’è che viene definita architettura, perciò tieni sempre a mente ciò che è già online quando vai a creare il tuo piano editoriale. Far sì che i diversi contenuti si parlino aiuta l’utente a trovare le giuste informazioni, lo spinge a restare sul tuo sito e quindi fa sì che migliorino anche alcune metriche che possono incidere sul posizionamento (frequenza di rimbalzo, durata della sessione e quindi il tempo di permanenza). 

Servono davvero i link esterni?

Che bella parola la link-juice! Peccato che recentemente mi vengono i brividi quando la sento. Sì. C’è stato un momento in cui tutti pensavano che bastasse linkarsi a vicenda per arrivare in cima all’algoritmo di Google.

Secondo queste teorie (che probabilmente per un certo momento hanno pure funzionato), se io avessi venduto bulloni e tu frutta fresca, avremmo potuto influenzare il nostro posizionamento. Se il tuo sito fosse stato in prima pagina, tu avresti trascinato me alla ribalta proprio grazie alla tua popolarità.

Ora, Big G. non si è mai espresso esplicitamente a tal proposito, ma, secondo alcuni, sembrerebbe che la link juice influenzi in minima parte il posizionamento di altri siti, ma solo se tra questi due c’è coerenza. Se io vendo bulloni per godere del tuo posizionamento, tu devi produrre chiavi inglesi. Insomma: l’algoritmo deve capire che tu sei esperto del settore e perciò il tuo linkare me vuol dire credere nel mio prodotto o nella mia expertise.

blogger

D’altra parte, tu raccomanderesti un dottore a un amico se non ti fidi di quello specialista? 

Dunque perché dovresti cercare ospitalità in altri siti? Ha senso fare dei guestpost? La risposta è sì, ma non per ragioni di SEO. Vediamole.

Innanzitutto: cos’è un guestpost? Un guestpost non è altro che un articolo redatto da una penna che non è una delle tue firme consuete di un giornale o di un blog. La funzione di un guestpost non è univoca perché tu, come proprietario di un blog, puoi decidere di ospitare un opinionista autorevole e chiedergli quindi di firmare l’articolo; al contrario, puoi essere anche tu chiedere ospitalità a qualcuno. Ed è proprio questo il caso che andremo a trattare.

Perché dovresti sprecare un buon contenuto su un sito altrui? Semplice: per portare i suoi lettori a conoscenza del tuo. 

Hai capito bene! Il guestposting è una pratica molto in uso, soprattutto nel mondo degli ecommerce, proprio perché ti permette di raggiungere un pubblico che altrimenti raggiungeresti con difficoltà.

In virtù di questo è fondamentale che, nello scegliere il blog a cui inviare la proposta di collaborazione, dovrai valutare bene il posizionamento di quel sito, il brand di quel sito e il tipo di pubblico che lo naviga. 

Ti faccio un esempio pratico. Poniamo che il tuo sia un e-shop specializzato: vendi attrezzatura professionale per parrucchieri e barbieri. Vuoi dimostrare il tuo know-how e logicamente, in seconda battuta, trovare dei clienti professionisti. Cosa puoi fare? Non dovrai sforzarti molto. Ti basterà cercare i blog di riferimento per quella nicchia di mercato, contattarli per chiedergli di darti spazio, concordare l’argomento da discutere e cercare di inserire un collegamento organico al tuo sito (magari a un’altra pagina divulgativa o proprio a una pagina di prodotto). Questo, come ti spiegavo prima, non aiuterà tantissimo il posizionamento del tuo sito, ma potrebbe permetterti di trovare un altro mercato o addirittura di posizionarti.

 

I link per un-ecommerce sono fondamentali. È impossibile credere di lasciarli al caso proprio per questa ragione. Hai dubbi sulla tua strategia di link building? Discutila con noi!

New call-to-action

Argomenti: SEO, WebMarketing, eCommerce, DigitalMarketing

Giovanni Giaccio

Giovanni Giaccio

Giornalista e copywriter e freelance. Appassionato di local marketing, seguo aziende e liberi professionisti. Lavoro per Your Target come Content Marketing Manager. Quando non si occupa di marketing, legge, scrive, fa fotografie. Da poco ha riscoperto la palestra e la MTB ma non sa quanto resisterà. È dipendente dai social. Scrivigli, se vuoi sapere qualcosa di più!

Sign up to our newsletter

Recent Posts