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Google Tag Manager: perché avresti dovuto già impostarlo

[fa icon="calendar"] 24/05/21 8.31 / Pubblicato da: YourTarget Team

YourTarget Team

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Quando si tratta di attività di promozione e comunicazione digital, il tracciamento è tutto. Tracciando in modo anonimo il comportamento degli utenti, attraverso il proprio sito, è possibile avere delle informazioni precise: su quali contenuti siano maggiormente apprezzati, quali campagne digital stiano funzionando meglio e quali siano i prodotti più amati. Non sempre però, impostare i vari meccanismi di tracciamento è facile. Soprattutto quando si vuole monitorare il comportamento su più domini o quando si utilizzano tag di terze parti. Ma c’è la soluzione, e si chiama Google Tag Manager.

 

Cos'è Google Tag Manager?

Perché è importante tracciare

Come funziona Google Tag Manager?

Google Tag Manager e i contenitori

Google Tag Manager e le aree di lavoro

GTM è il flusso di lavoro diviso in diversi ambienti

Quanto è complicato Google Tag Manager?

Primo livello: facile

Secondo livello: richieste conoscenze di programmazione

Perché impostare Google Tag Manager?

 

Cos'è Google Tag Manager?

Google Tag manager è un tool che ti permette di inserire tag di tracciamento sui tuoi siti, senza dover mettere mano al codice ogni volta. Inserendo questi tag, potrai raccogliere informazioni da diversi tool di tracciamento, come Hotjar e Google Analytics, e da piattaforme di marketing digitale, tra cui Google Ads e Facebook Ads. 

Occorre soltanto impostare il tracking dalla dashboard di Google Tag Manager. 

In questo modo, potrai accedere a numerosi dati e informazioni sul comportamento degli utenti. Per esempio, puoi scoprire quale percorso fanno una volta arrivati sul tuo sito, tramite il tracciamento di un annuncio Google Ads.

 

Perché è importante tracciare

Il tracciamento è fondamentale per capire come sta andando la tua strategia digitale. L’annuncio su Facebook Ads sta generando abbastanza contatti? Questi contatti poi ritornano sul sito e fanno un acquisto? Si tratta di domande fondamentali, che bisogna sempre porsi, quando si fa un’analisi sui risultati ottenuti dalla propria strategia digital.

Fare attività online, senza avere un sistema di tracciamento dei risultati, vuol dire far le cose a metà. Allo stesso tempo, più piattaforme di marketing si utilizzano, più tag di tracciamento vanno inseriti, richiedendo risorse economiche e di tempo per l’implementazione.

Google Tag Manager annulla questo ostacolo, perché rende estremamente facile la creazione di tag per molte piattaforme e, implementando direttamente il tag, non sarai più vincolato ad aspettare l’ufficio IT o il webmaster. Così si accorciano i tempi e puoi anche sperimentare diverse piattaforme di analytics o digital marketing.

 

Come funziona Google Tag Manager?

Iniziare a utilizzare Google Tag Manager è abbastanza facile. Per prima cosa bisogna impostarlo e, per farlo, basta che il tuo webmaster o responsabile IT inserisca un solo snippet HTML. A questo punto, dalla dashboard di Google Tag Manager, potrai impostare i tag delle piattaforme che usi e, automaticamente, il software di Google inserirà, attraverso lo snippet HTML che hai inserito prima, il tag che preferisci.

Di default, sono già presenti oltre 50 tipi di tag, che possono essere implementati con un click, ma la potenzialità di Google Tag Manager non finisce qui. Infatti è anche presente una galleria, dove membri della community, o aziende terze, inseriscono il proprio Tag, tra cui Facebook Pixel. Inoltre è possibile creare i proprio tags HTML personalizzati (anche se in questo caso è richiesta una certa conoscenza di HTML, JavaScript e DOM).

In generale, Google Tag Manager è un tool molto versatile e ha delle caratteristiche che lo rendono adattabile alle esigenze di ogni team. Vediamo come.

 

1. Google Tag Manager e i contenitori 

Con questo termine, si identifica il tag specifico di Google Tag Manager, quindi il codice che ti permetterà di installare altri sistemi di tracking. Tendenzialmente si crea un contenitore per ogni sito web che si vuole gestire con GTM, ma non si limita soltanto ai siti web.

Con GTM infatti, si possono gestire i tag anche per le app Android e iOS, oltre che per le pagine AMP (ossia le Accelerated Mobile Pages, un framework utilizzato per ottimizzare i contenuti quando sono fruiti da mobile).

 

2. Google Tag Manager e le aree di lavoro

Queste aree permettono di dividere il lavoro di gestione dei tag in aree funzionali. 

Facciamo un esempio: il tuo sito è molto strutturato, e vuoi dividere i tag relativi al paid advertising da quelli che tracciano l’esperienza utente sul sito. Con GTM puoi creare un'area di lavoro da assegnare al team marketing, che quindi si occuperà della gestione dei tag di Google Ads o Facebook Ads. Oppure puoi creare un'area di lavoro “Esperienza utente” con i tags di Google Analytics e Hotjar da assegnare al team UX. 

In questo modo, i due team potranno lavorare in modo indipendente, modificando e aggiornando i rispettivi sistemi di tracking, senza intaccare il lavoro reciproco.

 

3. GTM e il flusso di lavoro diviso in diversi ambienti 

Per esempio, è possibile creare un ambiente di sviluppo, per una prima implementazione di un sistema di tracking, che in seguito passa in una fase di controllo qualità, per verificare che effettivamente l’implementazione sia corretta. Una volta che anche questa fase è superata, è possibile pubblicare le modifiche nell’ambiente live, ossia quello utilizzabile e visibile dai clienti: un’altra soluzione per diminuire i rischi legati all’errato inserimento dei tag.

Google Tag Manager è presente in due versioni: la prima è completamente gratuita, mentre Tag Manager 360 è la versione a pagamento. Se lavori in un’azienda di medie dimensioni, la versione gratuita potrà soddisfare appieno le tue esigenze. Se invece hai bisogno di più di tre aree di lavoro, dovrai spostarti sulla versione a pagamento.

 

gtm_dashboard

 

Quanto è complicato Google Tag Manager?

Negli anni GTM è diventato il tool di riferimento per chiunque si occupi di tracking e attività digital, e questo successo è dovuto al mondo di funzionalità e potenzialità che GTM racchiude. Per questo Google Tag Manager ha diversi “livelli” di difficoltà.

 

Primo livello: facile

Il primo consiste nell’installazione dello snippet di GTM e nell’implementazione dei tag supportati. In questo caso, il livello di difficoltà è basso, ed è accessibile a chiunque abbia dimestichezza con altri tool digital.

Secondo livello: richieste conoscenze di programmazione

Il secondo livello, quello che permette di sfruttare al 100% le possibilità di GTM, non è accessibile a tutti. Come accennato prima, con questo tool è possibile creare propri tags, senza per forza limitarsi ai 50 di default o a quelli creati dalla community. In questo caso però, è necessario che nel proprio team sia presente qualcuno con conoscenze di HTML, JavaScript e DOM. Perché nella creazione da zero di un tag è necessario impostare manualmente gli attivatori e le variabili, e anche un semplice errore può rendere errato il tag.

 

Perché impostare Google Tag Manager?

Nell’articolo, abbiamo visto quali sono le funzionalità di questo tool, ma perché ha senso impostare Google Tag Manager? I vantaggi principali sono:

  • Autonomia: GTM è lo strumento perfetto se sei un marketer, perché ti permette di inserire un tag senza, dover chiedere al webmaster o aspettare i tempi tecnici dell’ufficio IT;
  • Semplice: con l’inserimento dei tag supportati di default, l’utilizzo di GTM è immediato;
  • Gratuito: la versione base del tool, che soddisfa le esigenze di aziende medie, è gratuita (e utilizzando GTM si abbassano i costi di implementazione dei tag);
  • Versatilità: è adattabile alle esigenze e strutture della propria azienda;
  • Massimo controllo: implementando vari sistemi di tracking, avrai insights utilissimi, da cui trarre indicazioni su come ottimizzare la tua strategia digital;

Google Tag Manager è davvero uno strumento che dev’essere presente in tutte le cassette degli attrezzi digital, assieme alle piattaforme di digital marketing e web analytics.

Google Tag Manager ti dà anche la possibilità di ottimizzare la tua presenza SEO, permettendoti di cambiare i meta titles e le meta descriptions, inserire meta tag robots e gestire il Knowledge Graph nella SERP, un elemento sempre più importante in ogni strategia SEO.

 

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Argomenti: LeadGeneration, Analytics, MarketingAutomation, Advertising

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