<img height="1" width="1" src="https://www.facebook.com/tr?id=665305573852180&amp;ev=PageView &amp;noscript=1">

Edilizia e Immobiliare: quando e perché serve un nuovo sito

[fa icon="calendar"] 28/09/18 7.50 / Pubblicato da Claudio Gagliardini

Claudio Gagliardini

nuovo_sito_cover

Quelli dell’edilizia e dell’immobiliare sono settori in veloce e continua evoluzione, ma il web e le tecnologie ad esso collegate lo sono ancora di più. Un mix esplosivo, che richiede grande attenzione ai trend e continuo aggiornamento. Come capire quando è arrivato il momento di mettere mano al budget e di farsi progettare e realizzare un nuovo sito?

Cos’è un sito web?

Se fino a qualche anno fa si parlava di siti vetrina o di biglietti da visita online, per poi arrivare all’era dei siti dinamici, dei portali, degli hub e di troppe e poco chiare definizioni e mode che nel tempo si sono susseguite, oggi il sito di una qualsiasi azienda è (o dovrebbe essere) molto di più, oppure non ha alcuna possibilità di tenere la Rete e di essere navigato.

Il livello dell’asticella delle aspettative dei motori e degli utenti della Rete, oltre che quello della competizione, è ormai talmente alto da non consentire altra scelta che offrire sul sito “tutto ciò che si ha”, in tempo reale e con la massima possibilità di interazione e di “portabilità” e adattabilità.

Al centro di tutto l’esperienza d’uso, la capacità di offrire il meglio su qualsiasi dispositivo e in qualunque condizione, la possibilità di arrivare ad un passo dall’acquisto direttamente dal sito (che in altri settori è senza dubbio quella di acquistare e di tracciare la spedizione in tempo reale).

Il sito Internet è ormai l’azienda, da tutti i punti di vista. Questo non significa che non sia fondamentale mantenere la nostra presenza sui portali di settore, ma tale presenza (peraltro sempre più costosa) non può e non deve essere più completa e appagante dell’esperienza che offriamo sul nostro sito, dal quale gli utenti si aspettano di più e di meglio che una semplice scheda immobile, per ben realizzata che sia. 

sito_vetrine_brutto

Quali funzionalità dovrebbe avere un sito web?

Chi visita un sito Web si aspetta oggi di poter portare a termine in modo semplice e veloce ciò che ha in mente. Nel caso dei settori dell’edilizia e dell’immobiliare questo si traduce nell’esigenza di soddisfare i propri desideri, le proprie curiosità, i propri sogni nell’ambito di un budget e di esigenze per lo più già definite.

Questo significa:

  • cercare un immobile che abbia le caratteristiche desiderate all’interno di un’area geografica sempre più ristretta e con margini minimi di variazione rispetto all’ideale;
  • disporre di numerose opportunità di filtro dei risultati;
  • visitare virtualmente l’immobile e conoscerne tutte le caratteristiche prima di recarsi eventualmente sul posto, per toccare con mano;
  • poter dialogare con l’agenzia (con operatori umani o bot, se in grado di rispondere in modo soddisfacente) per eventuali ulteriori esigenze;
  • ottenere informazioni sulle opportunità per l’acquisto o l’affitto dell’immobile (es. possibilità di mutuo, costi condominiali o accessori, etc.);
  • fissare un eventuale appuntamento per la visita e ottenere rapido riscontro (meglio se immediato);
  • ottenere future segnalazioni in caso di mancata individuazione di un immobile idoneo, purché assolutamente pertinenti con la ricerca fatta.

Ovviamente tutto questo dovrebbe essere garantito a partire da prerequisiti fondamentali quali il posizionamento sui motori di ricerca (prerequisito ovvio, ma non scontato), la velocità di caricamento e di navigazione, la semplicità e la piacevolezza d’uso, la fruibilità da tutte le tipologie di dispositivo e pochi ma importantissimi altri.

"Perché oggi il sito non è la vetrina della tua agenzia immobiliare. È la tua agenzia immobiliare!    twitter_greenTweet

siti_funzionali

Come capire se il nostro sito funziona?

Avere un minimo di conoscenza tecnica della Rete e dei siti è fondamentale, se non si vuole incorrere in errori che peseranno poi sull’efficacia del sito, oltre che sul bilancio. Benché quasi nessuno possa ormai fare a meno di acquistare traffico dai motori di ricerca e dai social media, infatti, assai diversi sono i risultati che possono essere ottenuti, a valle del click, in funzione della validità del sito che si promuove su quei canali.

Da cosa dipende se spendiamo soldi in ADV e non arrivano richieste, benché gli strumenti di analisi del traffico (Google Analytics su tutti) ci indichino la presenza di visite? Perché chi arriva sul sito non telefona, non invia email e non fissa appuntamenti in cantiere o sugli immobili? Perché questa stessa tendenza non si riscontra con i potenziali clienti che arrivano direttamente nell’ufficio vendite o in agenzia? Internet non va bene per noi? Oppure il nostro sito fa acqua? Rispondere a queste domande non è facile, ma con gli strumenti giusti si può capire dov’è il problema e correre ai ripari.

Gli strumenti gratuiti per il SEO check

 

Esistono numerosi strumenti, molti dei quali gratuiti, per analizzare rapidamente il sito e capire se tutto funziona come dovrebbe. Si tratta di strumenti facili da usare, precisi e attendibili, in quanto forniscono già una prima analisi delle criticità su cui poi operare: stiamo parlando di tools per l’analisi cosiddetta SEO onsite (ovvero quella basata sull’ottimizzazione interna del sito, lato codice, hosting e aspetti tecnici). Strumenti di grande aiuto, soprattutto quando si avrà a che fare con chi dovrà riprogettare il sito.

  • Un primo strumento gratuito è PageSpeed Insights di Google con il quale è possibile fare un veloce check del sito per capire come performa su desktop e da mobile, intervenendo se necessario sul peso delle immagini e su altri parametri. Un sito che impiega secondi preziosi per passare da una pagina all’altra o per elaborare una ricerca, oppure che non è fruibile dai dispositivi mobili, è un sito del tutto inutile, dal quale la gente inevitabilmente fuggirà. Se i risultati di questo primo step sono buoni sia su desktop che su mobile, allora il nostro sito si carica rapidamente e non ha gravi problemi, tale da compromettere la user experience e di conseguenza anche il gradimento di motori di ricerca.
  • Altro strumento utile è gtmetrix, che offre una panoramica completa sul modo in cui il sito viene caricato e mette in evidenza gli eventuali “colli di bottiglia”, che ne limitano la velocità e la fluidità.
  • Molto più adatto all’addetto ai lavori è il W3C Markup Validation Service, che analizza il codice HTML per capire se il codice del nostro sito è scritto in maniera corretta e indica errori e possibili migliorie, così come il suo “parente” W3C CSS Validation Service, che fa lo stesso sui fogli di stile CSS. Entrambi gli strumenti intervengono sul codice ad un livello che non necessariamente interferisce in modo diretto sulle prestazioni del sito, bensì lato browser (e quindi lato user-experience) ma che tuttavia comporta spesso difetti e problematiche che possono sfuggire all’occhio umano e all’esperienza di navigazione, ma non ai browser e ai motori di ricerca, che ovviamente prediligono i siti corretti in ogni loro aspetto, sostanziale o formale che sia.
  • Di fondamentale importanza per i siti del comparto è poi l’utilizzo dei dati strutturati, ovvero di particolari accorgimenti tecnici lato codice che permettono ai motori di ricerca di indicizzare specifiche informazioni delle nostre pagine web. Questo standard, ben descritto ed esemplificato sul sito org, consente ai nostri siti di “parlare” con i motori in modo estremamente efficace e diretto, consentendo loro di comprendere meglio i contenuti e di restituirli agli utenti in modo ordinato e preciso. Se il nostro sito ne fa uso, cosa estremamente positiva, è possibile utilizzare il tool di Google Strumento di test per i dati strutturati, che ci mostra cosa vede il motore di ricerca e se abbiamo “giocato” bene questa carta, senza commettere errori.
  • Un ultimo strumento ci aiuta a capire cosa stiamo comunicando a Facebook quando condividiamo una pagina del nostro sito. Senza addentrarci troppo nelle questioni più tecniche, attraverso uno standard denominato Open Graph il nostro sito “passa” a Facebook e ad altre piattaforme alcuni importanti dati relativi a ciascuna delle nostre pagine: titolo, immagine, descrizione/riassunto, ecc. Per verificare che tali dati siano comunicati in modo corretto è possibile utilizzare il Debugger di condivisione di Facebook, che ci mostra anche altre interessanti informazioni di condivisione.

Conclusione

Questi e altri strumenti gratuiti (oltre ai molti a pagamento) possono rivelarsi davvero preziosi, se il nostro sito non porta risultati. Utilizzarli è relativamente semplice, ma di fondo occorre capire cos’è Internet, cosa il Web e i suoi strumenti e quali sono le dinamiche della Rete e delle sue piattaforme.

I tecnicismi sono fondamentali, ma vengono subito dopo e, soprattutto, a poco o niente servono se non si comprende a fondo la cosa più importante: il nostro sito non è uno dei tanti strumenti di comunicazione e promozione, ma lo strumento di lavoro più importante, che va utilizzato, mantenuto, organizzato e (ri)strutturato giorno per giorno, non una volta ogni tanto. Se non facciamo questo da mesi o da anni è inutile cercare tool di analisi: il nostro sito è sicuramente da riprogettare, forse non solo tecnicamente.

 

Vuoi sapere qualcosa di più sulle cose da evitare?
Scarica la nostra check-list gratuita!

Checklist Gratuita

Argomenti: #digitalmarketing

Claudio Gagliardini

Claudio Gagliardini

Esperto, formatore e relatore in comunicazione e marketing online, social media e digital PR. Progetta e cura strategie di webmarketing. Da anni è speaker nei più importanti eventi e appuntamenti del Digitale italiano. Co-fondatore della digital agency seidigitale.com e di allstream.it a Cremona.

Iscriviti alla nostra Newsletter

Popular Posts

Popular Posts

Lists by Topic

vedi tutti

Articoli per argomento

Vedi tutti

Articoli Recenti