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Diventa un blogger con Linkedin Pulse

[fa icon="calendar"] 23/11/18 7.50 / Pubblicato da M. Letizia Russo

M. Letizia Russo

linkedin_pulse_coverLinkediIn Pulse nasce nel 2013, piattaforma di blogging collegata a LinkedIn che permetteva agli utenti di pubblicare articoli in un’area dedicata e di interagire con i followers del proprio LinkedIn Pulse e di assegnare delle categorie mediante gli hashtag.

Cosa resta di tutto ciò?

Pulse in questa sua forma, a se stante rispetto a LinkedIn, oggi non esiste più.

Ciò che resta è una piattaforma di Publishing interna a LinkedIn (LinkedIn Publishing Platform) denominata ancora Pulse, così come appare nell’Url degli articoli in essa pubblicati.

Vediamo nel dettaglio di cosa si tratta, come utilizzarla e quali strategie risultano vincenti.

1. Le origini di Pulse

Pulse come LinkedIn Publishing Platform inizialmente venne rilasciata solo nella versione inglese di LinkedIn, motivo per cui, per molti mesi, chi intendeva utilizzarla doveva impostare la lingua inglese dal setup di Linkedin.

Finalmente a marzo 2017 i primi account con lingua italiana ricevono l’aggiornamento di LinkedIn con la visibilità della piattaforma di Publishing, Marcello Albergoni Country Manager di LinkedIn Italia, ne dà notizia attraverso un proprio articolo pubblicato mediante la piattaforma stessa, in cui fornisce agli utenti le migliori direttive in termini di tecnica e di strategia.

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2. Le linee guida di LinkedIn per usare al meglio Pulse

Anche LinkedIn fornisce le linee guida della piattaforma parlandone come il forum ideale per rafforzare la propria identità professionale e digitale, condividendo le competenze e conoscenze relative al proprio lavoro.

Gli articoli restano pubblicati nel profilo per sempre, ossia sino a quanto il titolare stesso dell’account che li ha pubblicati ne effettua la cancellazione, tramite il pulsante con il simbolo del cestino, nella parte inferiore dell’articolo.

Così come le linee guida puntualizzano che i diritti d’autore degli articoli appartengono all’account che li ha pubblicati, raccomandando di non agire in violazione copiando contenuti altrui senza legale autorizzazione.

LinkedIn esplicita che lo strumento di publishing è pensato esclusivamente per la pubblicazione di articoli inerenti alle proprie opinioni personali e alle proprie conoscenze e, o, competenze professionali, non è pensato per annunci di lavoro né per promozioni di prodotti, eventi o servizi.

In questi casi occorre ricorrere all’account Premium Career oppure alle soluzioni di Marketing che LinkedIn offre.

Nelle linee guida, per chi volesse approfondire, vengono indicate nel dettaglio le modalità previste e legalmente corrette di pubblicazione nel rispetto del diritto d’autore e i provvedimenti che verranno presi nel caso di contenuti osceni, violenti, diffamatori o discriminatori.

  • LinkedIn nel creare questa funzionale e pratica piattaforma di blogging ha cercato in ogni modo di agevolare gli utenti anche attraverso una pratica video-guida in cui non solo offre la possibilità di comprendere nel dettaglio come pubblicare un articolo ma va decisamente oltre illustrando agli utenti i tools o siti ad utilizzo gratuito per creare articoli con grafiche e immagini degne di un vero blogger tra le quali suggerisce:

3. Blogger con LinkedIn? Sì e ti rivelo il perché

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Se hai sviluppato un network di valore, cercando di creare connessioni e non collezioni di collegamenti, il tuo pubblico su LinkedIn è sicuramente in target ed in linea con la tua buyer persona ( il tuo cliente tipo) sarà quindi un pubblico interessato a leggere i tuoi contenuti e sarà tuo compito sviluppare articoli su temi di interesse. 

Gli articoli pubblicati su LinkedIn hanno vantaggi a cui forse non hai mai pensato.

  1. Ti permettono di avere visibilità presso i tuoi collegamenti quindi vengono offerti ad un pubblico che, in ottica Inbound, è probabilmente già all’interno del tuo funnel. I tuoi collegamenti di 1° livello ricevono una notifica push al momento della pubblicazione che ha il potere di focalizzare l’attenzione sul tuo articolo, inoltre l’articolo compare nel feed della loro LinkedIn home page. Sicuramente ciò ha valore notevole per agevolare la lettura di quanto hai pubblicato;

  2. Cliccando sul numero di visualizzazioni nella parte in basso a destra dell’articolo, puoi vedere le statistiche relative a chi ha aperto l’articolo, non si tratta solo delle semplici visualizzazioni nel feed ma della concreta apertura del contenuto, presupponendone anche la lettura;

  3. Le statiche permettono di suddividere le visualizzazioni in base a:

    1. Appartenenza aziendale;

    2. Ruolo;

    3. Localizzazione geografica.

  4. Gli articoli restano nel profilo in modo permanente, ordinati per data di pubblicazione, generando un potente strumento di personal branding, è innegabile che il profilo con molti articoli al proprio interno ha un maggiore appeal rispetto ad altri, infatti a colpo d’occhio induce a pensare di trovarsi davanti una persone preparata nel suo settore al punto da sentirsi in grado di trasmettere le proprie conoscenze e fare da punto di riferimento per gli altri;

  5. Le interazioni con gli articoli restano memorizzate e ancorate all’interno dell’articolo stesso, così come il numero di articoli totali pubblicati dall’autore. Sicuramente queste metriche, rese disponibili al lettore, invogliano alla lettura, nel senso che sapere che un articolo ha avuto molte interazioni e che l’autore è un vero LinkedIn Blogger genera curiosità e potenzialmente ulteriormente engagement;

  6. L’algoritmo di LinkedIn va a premiare gli articoli con più interazioni favorendone la diffusione;

  7. Google ama LinkedIn, grazie alla sua ottima Reputation ed è molto probabile pertanto che articoli su pulse vengano ottimamente indicizzati anche da Google. Se ciò avviene è possibile verificarlo dal pulsante relativo al numero delle view che indicherà tra i dati statistici quante volte l’articolo è stato trovato grazie a Google con la dicitura sulla destra "Your article was found through Google Search";

L’ articolo nell’immagine è stato visualizzato 710 volte, condiviso 13 volte e a destra è possibile visualizzare quante volte è stato trovato tramite Google.

É nella prima pagina della SERP per molte keywords tra cui “agenti industria 4.0” e “agenti digitali”, sicuramente l’ottima Reputation di LinkedIn ne ha agevolato la scalata.

statistiche pulse

4. Nessuno è perfetto, nemmeno Pulse!

Qualcuno lamenta che:

  1. La piattaforma di pubblicazione abbia un sistema troppo elementare;

  2. Lo schema sia rigido;

  3. Le visualizzazioni nel feed vengano penalizzate dall’algoritmo che privilegia i post senza immagini e senza link rispetto agli articoli.

É evidente che i limiti di Pulse siano minimi rispetto ai vantaggi e, a ben vedere, chi non ha dimestichezza con altri strumenti editor più complessi, può trovare un valido alleato nella semplicità dell’editor pulse e ha la possibilità di esercitarsi nel blogging pur essendo alle prime armi.

Ora conosci meglio Pulse, puoi cominciare a scrivere

Gli argomenti migliori sono sicuramente quelli di interesse per la tua audience che ormai chiaramente sai dovrebbe essere stata creata con una logica di connessioni utili alla la tua professione.

Le prime volte è difficile scrivere un articolo, non tanto per la mancanza di abilità quanto per il timore del giudizio dei lettori.

"Rilassati! Scrivi di ciò che conosci e potrai certamente essere di aiuto a chi legge"twitter_greenTweet

 

Fai un elenco dei temi su cui maggiormente ti interrogano i tuoi clienti e scrivi un articolo per ogni argomento, secondo le direttive di Marcus Sheridan [blog The Sales Lion] : << Write down the 50 most frequently asked questions your sales people get from prospect and buyers. Now, write 50 blog posts>>.

Sicuramente questa tecnica, tipicamente utilizzata da chi fa blogging, ti sarà di aiuto sia a trovare gli argomenti giusti per i tuoi lettori, sia a lasciare alle spalle ogni timore.

Ma dove vai se un piano editoriale non ce l’hai?

piano_editoriale

LinkedIn è prima di tutto strategia.

Non pubblicare a caso, prepara un piano editoriale decidendo i giorni e gli orari in cui pubblicare, tieni presente che su Linkedin il giorno migliore è il giovedì ma statistiche americane evidenziano una buona visibilità anche dei post pubblicati la domenica.

Evidentemente i temi di interesse attirano i professionisti su LinkedIn anche nel tempo libero al punto da non far diminuire la loro presenza e le visualizzazioni.

Nel piano editoriale dovrai:
  • Tener conto dei temi da sviluppare conformemente al suggerimento di Mark Sheridan;
  • Preparare immagini e video da inserire all’interno degli articoli;
  • Studiare le immagini di copertina adeguate al tema oppure che abbiano tra loro una certa uniformità e che permettano a colpo d’occhio di riconoscere che si tratta di un tuo articolo;
  • Pensare anche ai titoli, sono fondamentali per indurre alla lettura, devono incuriosire e attrarre;
  • Decidere giorni e orari come un vero blogger.

Un ultimo consiglio: gli articoli pulse hanno un URL proprio e sono quindi leggibili da chiunque, inseriscili in documenti, presentazioni o nel tuo curriculum, ti daranno valore e ulteriore visibilità.

 

Non sai se il blog su Pulse possa aiutarti? 
Lasciati guidare da me. Capiamolo insieme!

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Argomenti: #linkedin, #contentmarketing

M. Letizia Russo

M. Letizia Russo

Analista Programmatore EDP per 10 anni che le permettono di conoscere l'affascinante mondo dell’Analisi e Programmazione. Nel 2005 la prima svolta in direzione Marketing per arrivare all'ultima e piu recente passione per il Digitale, il Web e l'Inbound Marketing. In particolar modo il Social Selling è il suo "Terreno di studio e di azione". Scrive per passione, per necessità interiore di esternare le proprie esperienze o per semplificare, se occorre, difficili concetti tramite “Racconti di Business” che rendono semplice ciò che semplice non è.

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