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I tre benefici (non immediati) dell'inbound

[fa icon="calendar"] 30/09/19 7.50 / Pubblicato da Giovanni Giaccio

Giovanni Giaccio

YT_30_09_coverPerché dovrei fare inbound e investire in una forma di marketing che assicura risultati solo sul lungo termine? Ne vale veramente la pena? Sì, affermativo.

A ricordarcelo è stato HubSpot nel suo evento #Inbound2019, con un video che mette in fuga ogni dubbio. Ho preso spunto da quella clip e ti elencherò i principali benefici di una campagna di inbound.

We’re told to grow at all cost. Comincia così una delle clip create da HubSpot per #Inbound2019, evento a tema dedicato a marketer e ad agenzie per analizzare lo stato dell’arte e soprattutto lanciare le feature del software.

Sono proprio le caratteristiche del software a meritare decine di post, ma, oggi, volevo concentrarmi sul messaggio, chiaro e trasparente, che la software house statunitense ha voluto ribadire con decisione attraverso un girato di 2.34 minuti.

Perché serve fare inbound?

Devo fare una premessa, la metodologia inbound non è una promozione del brand, non si limita all’advertising. Fare inbound marketing significa sposare una filosofia, rispettare un’etica, creare un percorso che mette al centro il cliente.

Chi fa inbound marketing smette di vendere a ogni costo, ma decide di aiutare il cliente sempre e comunque. Usa i CRM, ma non gestisce lead. Sfrutta i dati raccolti per costruire relazioni. Non rifila ciò che è maggiormente profittevole, aiuta nella scelta del prodotto o della soluzione migliore, quando il consumatore ne ha bisogno. Si concentra sull’impatto e non solo sul fatturato (che continua ad avere il suo peso, ovviamente).

Generare un effetto valanga

Non mi stancherò mai di ripeterlo: se hai bisogno di generare nuovi introiti a stretto giro, l’inbound non fa per te. Perché? Semplice: non è immediato. Ma tieni bene a mente una cosa: l’immediatezza non premia; riconverte poco.

Perché dovresti puntare sull’inbound allora? Per l’effetto valanga! Si avvia lentamente, impiega tempo a scalare l’algoritmo di Google, richiede giorni di pianificazione, settimane, e solo dopo un lavoro di mesi (quasi 12) dà frutti. Il punto però è che questa macchina, una volta avviata per bene, è inarrestabile. Stravolge gli schemi ed è destinata a rivoluzionarti. Sì, genera un effetto valanga, un crescendo di migliorie. 

Lo so, sembra aria fritta. Perciò veniamo alla ciccia. Nello specifico, a inizio campagna a cosa serve l’inbound? Cosa puoi aspettarti nel primo anno di attività?

I tre principali benefici di una campagna inbound

1. Posizionarti

Hai presente Google? Ecco, quella è la nostra prima meta. Trovare una serie di parole chiave che ruotano intorno al tuo core-business per far si che gli utenti, tuoi potenziali clienti, trovino proprio te.

Il primo obiettivo è quello di posizionarti. Posizionare il tuo blog (o sito web) e far sì che i lettori ascoltino la tua voce invece che quella degli altri competitor.

2. Dare valore al tuo brand

La diretta conseguenza di ciò che scrivevo sopra? Il valore. I comunicati autoreferenziali servono a poco perché il mondo è pieno di persone piene di sé. Che, francamente, ci hanno pure un attimo scocciato. No?

Il valore, ormai, lo percepiamo attraverso la competenza, conoscenze che tu condividerai con i tuoi lettori. Nella totale libertà di scelta, i potenziali clienti potranno scegliere di affidarsi a te (e lo faranno con molte più probabilità se, con i tuoi contenuti avranno capito che tu cerchi di informarli con disinteresse). Percepiranno la tua onestà intellettuale e questo genererà valore.

Sì. Il tuo brand verrà percepito come sincero, onesto e competente. Non male no?

3. Creare lead realmente interessati al tuo prodotto o servizio

Quindi, ti sarai posizionato, avrai risposto alle loro domande attraverso i contenuti che creerai, seguendo la logica inbound, e a quel punto sai cosa succederà? Che ti ritroverai con un serbatoio di contatti realmente interessati. Una lista di lead che vogliono sapere davvero come puoi aiutarli, che sono pronti anche a spendere qualcosa in più perché sanno ciò che vali (si fidano!) e che parleranno bene di te perché potrai fare retention con dei piani creati ad hoc.

Insomma, fare inbound marketing significa scegliere. Optare per un processo di crescita lento, ma efficace, che prosegue anche nella fase post-vendita. Dopotutto la differenza sta proprio lì. Per citare HubSpot, tutti dicono di crescere a ogni costo. Chi fa inbound, sceglie di crescere al meglio.

 

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Argomenti: #inboundmarketing

Giovanni Giaccio

Giovanni Giaccio

Giornalista e copywriter e freelance. Appassionato di local marketing, seguo aziende e liberi professionisti. Lavoro per Your Target come Content Marketing Manager. Quando non si occupa di marketing, legge, scrive, fa fotografie. Da poco ha riscoperto la palestra e la MTB ma non sa quanto resisterà. È dipendente dai social. Scrivigli, se vuoi sapere qualcosa di più!

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